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NowNews | Berti a ruota Libera: il suo Erede, il Gol più Bello ed il Compagno più Forte

AMARCORD – L’Inter ha i riflettori puntati addosso in vista della stagione 2019-2020.

L’arrivo di Conte, il calciomercato che attende il colpo ad effetto, ma anche diversi volti nuovi e giovani che lasciano ben sperare per un definitivo rilancio dei nerazzurri.

Erika Eramo, nostra opinionista, ha avuto l’onore, il merito ed il privilegio di intervistare uno dei Totem nerazzurri, uno di quei giocatori entrati nel cuore dei tanti tifosi interisti: Nicola Berti, che subito sentenzia il suo erede: “Nicolò Barella. Mi entusiasma molto.”

Dopo Nicola Berti il giocatore più simpatico? E il più forte con cui ha giocato?

Youri Djorkaeff è favoloso ma anche con Ronny (Ronaldo il Fenomeno) ci si diverte. Il più forte senza dubbio il brasiliano. Quando faceva i suoi numeri in campo ed io ero in panchina davo delle testate pazzesche per applaudirlo.

E il giocatore nerazzurro con cui ha avuto qualche scaramuccia?

Ho sempre preso in giro Christian Vieri dicendogli “100 gol con la maglia dell’Inter e non hai mai vinto nulla”. Una volta mi incontrò allo stadio e mi replicò “110 anni di storia dell’Inter e tu sei l’unico che mi sta sul ca…” (ndr, ride).

Era più forte la Nazionale di Italia ‘90 o quella di Usa ‘94?

Il rimpianto maggiore è stata la semifinale del ‘90. Eravamo più forti con il pubblico a favore, ma in quell’occasione non del tutto per via del mito di Maradona (ndr, la partita contro l’Argentina si giocò allo stadio del San Paolo a Napoli). Il Mondiale in America fu organizzato malissimo, con un caldo assurdo e orari improbabili. 10 giocatori su 11 all’intervallo chiedevano il cambio. Sono stato l’unico interista a giocare la finale nel ‘94 ed è un motivo di vanto

Il gol che ricorda con più trasporto?

Tutti pensano al famoso gol al Bayern (ndr, era il 23 novembre 1988 nella gara d’andata degli ottavi di Coppa Uefa quando dopo un’azione in contropiede realizza una rete di pregevole fattura battendo Aumann). A me invece piace piuttosto quello del derby in cui Gullit pareggiò (ndr, era l’11 aprile 1993, finì 1-1; se l’Inter avesse vinto avrebbe tenuto aperto il discorso scudetto). La scena del gol dura quattro minuti come una canzone. Rubo palla a Maldini, tunnel a Costacurta che mi atterra. Baresi mi lancia il pallone addosso. Mi arrabbio e vengo ammonito per proteste. Stuzzico a più riprese, annunciando alla difesa del Milan che segnerò. Punizione di Ruben Sosa e gol di testa. Indimenticabile…

[fonte: passionedelcalcio.it]

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